Cilento

cilentoE’ una delle aree più belle d’Italia, ma anche del mondo, con posti fantastici che chiunque dovrebbe visitare almeno una volta nella vita per passarci qualche giorno in pieno relax ed immerso nelle sue bellezze. Stiamo parlando del Cilento, che da millenni ha ispirato poeti e cantori, ma anche parecchi miti greci e romani sono “ambientati” sulle coste del Cilento.

Al riguardo il più famoso è quello de L’isola delle Sirene, nell’Odissea, dove si narra che delle creature malefiche irradiavano un canto da far impazzire i marinai di passaggio fino a portarli a schiantarsi con le loro imbarcazioni sugli scogli.

Un altro mito è quello di Palinuro, il nocchiero di Enea, nel quale si narra che in un viaggio verso le coste del Lazio cadde in mare; in mare lottò per tre giorni per resistere alle onde infuriate, ma quando era ad un passo dalla riva e stava per mettersi in salvo, fu ucciso ferocemente dagli abitanti di quei luoghi; ed ecco perché si diede il nome di Capo di Palinuro. Un altro mito e quello di Giasone e gli Argonauti, che una volta scappati dalla Colchide, per entrare nelle grazie della dea Era, si fermarono presso il suo santuario alla foce del fiume Sele.

Insomma, la storia del Cilento arriva fino ai giorni nostri con avvenimenti di grande e piccola rilevanza, ma in modo tale da legare vicende romane a fatti medievali importanti, fino ad arrivare ai “moti del Cilento” del 1828, con la ribellione contro Francesco I di Borbone e i suoi ministri, ed anche alla successiva epoca del brigantaggio contro l’invasione Sabauda. Tutti questi ricordi legati alla storia sono salvaguardati grazie al Parco Nazionale del Cilento.

Nel 1997 il Cilento, a conferma della sua incantevole bellezza, è stato inserito nella rete delle Riserve della biosfera del Mab-Unesco; in tutto il pianeta di queste aree ce ne sono solo 350, che servono per tutelare le biodiversità in modo tale di promuovere lo sviluppo compatibile con la cultura e la natura. Il Parco del Cilento nasce per salvaguardare tutti quegli scenari consacrati dalla storia dell’uomo, e permeati delle sue tradizioni. Stiamo parlando di antichi sentieri e borghi, anche se sono a macchia di leopardo in un ambiente molto più ampio da promuovere e da difendere.

Il Parco non a caso viene visto come una speranza ed uno strumento per lo sviluppo del Cilento; un altro importante riconoscimento arriva poi nel 1998 con il suo inserimento nella lista di patrimonio mondiale dell’umanità. Tale riconoscimento dà forza e valore a questo paesaggio vivente, riconoscendo anche il ruolo fondamentale delle civiltà che nel tempo l’hanno popolato portando la loro storia e cultura nel corso dei millenni.

Nella nota di candidatura del Parco c’è scritto: “Come le specie naturali anche i popoli hanno trovato in questi luoghi i contatti, gli incroci e le fusioni, l’arricchimento del patrimonio genetico, nel Cilento si realizza l’incontro tra mare e montagna, occidente e oriente, culture nordiche e africane”.

Infine dal 1991, dopo l’istituzione del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, la maggior parte del Cilento è protetto; vi rientrano nell’area protetta 8 comunità montane ed 80 comuni, con circa 181mila ettari di territorio; la sede istituzionale dell’ente del parco si trova nel centro più noto dell’area, Vallo della Lucania.

Fra i principali comuni del Cilento nonchè mete turistiche più interessanti citiamo Agropoli, Palinuro, Camerota, Castellabate, Pollica (per due anni consecutivi mare a 5 vele e prima località indicata dalla Guida Blu di Legambiente e Touring Club), Ascea, Casalvelino, Castelcivita (famosa per le sue grotte) e Padula (famosa per la Certosa).

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